Recensione del film After Earth

After Earth

After Earth ultima produzione di M. Night Shyamalan con Will Smith e Jaden Smith narra le vicende del Generale Cypher Ridge troppo impegnato a servire la flotta che fare da genitore.

Ormai la Terra è solo un ricordo brutto e vetusto dopo l’attacco di una specie aliena di natura animale, potente ma cieca, che rileva la presenza degli uomini fiutandone la paura. Solo una classe di militari, i “ranger”, sono in grado di combatterli perché addestrati a non provare più alcun sentimento di terrore.  Durante una sorta di gita addestrativa il buon Generale porta con sé il figlio già avviato a divenire un futuro “Ranger”. Nello stesso tempo cercherà di recupera il suo ruolo di genitore sempre lontano da casa. Durante il tragitto il trasporto s’imbatte in una pioggia di asteroidi che danneggiano la nave e la costringono ad eseguire un salto nello spazio per salvarsi. Così facendo si ritroveranno costretti ad un atterraggio d’emergenza sul pianeta Terra ormai evolutasi senza la presenza dell’essere umano. 
Nell’aspetto narrativo After Earth non brilla di originalità. Sono infatti presenti i classici cliché del genere fantascienza degli anni ottanta e novanta. Proprio la scritturazione del filone narrativo è stato modificato su richiesta di Will Smith che ne esalti le qualità e ne limiti i molti difetti di scrittura, un’opera che lo spinge a girare un trattato sulla paura dotato del respiro del buon cinema d’azione classico del genere. Purtroppo l’interpretazione di Will Smith e prole si rivela un disastro.  La Causa primaria è da imputare alla trama e relativi elementi narrativi già visti in molti altri prodotti. La scarsa qualità interpretativa rendono questo film noioso e prolisso quasi fine a stesso.  Una sorta di specchio il cui compito è riflettere la professionalità dell’attore. Ormai senza anima. Le interpretazioni  seriose  in ambito della fantascienza non si addicono molto allo stile del mitico Smith visto in Men in Black o Independence Day! Per carità Will ha interpretato ruoli molto seri come nel film “La ricerca della felicità” del 2006 di Muccino in cui ha dato grande prova del suo talento in ambito cinematografico. Questo comunque non toglie il fatto che una maggiore cura dei personaggi e fotografia e infine effettistica avrebbe alzato la qualità finale del film sorvolando i molti difetti della trama stessa.  In conclusione l’unica nota positiva e tangibile è stata la buona interpretazione del figlio di Will Smith, Jaden, immedesimandosi completamente nel personaggio senza sbavature o remore. Un prodotto di scarsa qualità e ruffiano che non c’entra l’obiettivo e porta alla luce i difetti di scritturazione voluti dallo stesso attore.

Di Salvatore Farruggio

Cast

Jaden Smith, Will Smith, Sophie Okonedo, Zoë Kravitz, Isabelle Fuhrman.
David Denman, Lincoln Lewis, Kristofer Hivju, Sacha Dhawan, Chris Geere, Jaden Martin, Shawn Gonzalez, Gilbert Soto, Joe Farina, Jon Douglas Rainey, Corey Brown, Kimberly Villanova

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