Recensione del Film Dodici anni schiavo

Dodici anni schiavo

Steve Mcqueen arriva al quarto lungometraggio con questa suo Capolavoro; dodici anni schiavo accompagnato un cast di ottimo livello, dall’ottima fotografia e dalla narrazione scorrevole e mai banale.

Nel  1841 Solomon Northrup è un uomo libero con una moglie dei figli e una buona reputazione all’interno della comunità di Newyorkese. Solomon si occupa di arte è un violinista rispettato e ben voluto in città, dove vive con la sua famiglia. Un giorno degli sconosciuti  presentati da un conoscente di Northurp gli propongo un ingaggio nel circo ove i gli promettono ricchezza e fama. Giunti nella splendida Washington, dopo una cena e tanto vino Solomon andrà a dormire speranzoso per il nuovo ingaggio. Il giorno dopo si ritroverà incatenato come un animale in una cella e passerà i suoi prossimi anni come schiavo senza nessun diritto.
La storia narrata in questo nuovo film di McQueen  vede le vicende realmente  accadute allo sfortunato violinista di New York.  Passò dodici anni della sua vita come schiavo perché privato dei suoi veri documenti e in mano a due bianchi che si avvalevano  dell’ambiguità delle leggi dell’epoca  in materia di diritti umani.  Colpa delle diverse leggi che regnavano negli Stati americani. Infatti,  se a  New York le persone di colore erano libere e la schiavitù abolita, a Washington era normale possedere schiavi e farne ciò che si voleva.
La forza dell’ultima fatica di McQueen risiede nella sezione narrativa mai banale e sopra le righe. Riesce a catturare lo spettatore e appassionarlo, a  immedesimarsi nella condizione del protagonista principale e non.  Il cast rappresenta parte integrante della narrazione, perché in perfetta sintonia e l’interpretazione di ogni singolo attore è magnifica carica di enfasi.  Ad accompagnare il tutto vi è la splendida fotografia paesaggistica delle paludi della Louisiana, utile nel catturare l’attenzione dello spettatore e a enfatizzare momenti di dolce tristezza.  Ottimi anche gli effetti make-up e lo scarsissimo uso di effetti computerizzati.
La pellicola è forte e cruda ben girata con lo scopo di raccontare una storia senza addolcirla ma mostrandola per quello è stata. Qui si affronta un tema assai delicato; che val oltre il razzismo, qui si parla  dell’ambiguità delle leggi e di come una Nazione che si sia sempre ritenuta paladina della libertà possa avere permesso atroci azioni. Il film è ben realizzato accompagnato da un cast di ottimo livello, fotografia ben contestualizzata e ottimamente realizzata e il tema trattato è di sicuro interesse. Una pellicola che va assaporata nella sua crudeltà e nudità, ci troviamo di fronte ad un Capolavoro  dove la storia e la narrazione ne fanno da padrone.

Di Salvatore Farruggio

Cast
Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti.
Lupita Nyong’o, Sarah Paulson, Brad Pitt, Alfre Woodard, Scoot McNairy, Taran Killam, Garret Dillahunt, Michael Kenneth Williams, Quvenzhané Wallis, Ruth Negga, Bryan Batt, Chris Chalk, Dwight Henry, Anwan Glover, Marc Macaulay, Mustafa Harris

Recensione del Film Dodici anni schiavo
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Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

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