Recensione del film, Necropolis – La città dei morti

Necropolis – La città dei morti

Dopo il discreto successo di  Devil, John Erick Dowdle e suo fratello Drew Dowdle tornano sul grande schermo con Necropolis – La città dei morti.  Horror dallo stile found footage dall’ambientazione suggestiva e claustrofobica ma in fine confusa e poco appassionante.

L’archeologa Scarlett Marlowe è alla ricerca della famosa pietra filosofale di Flamel. Oggetto dalle proprietà alchemiche molto potenti.  La stessa che suo padre prima di lei cercò, che lo condusse prima alla pazzia e poi al suicidio. Scarlett è determinata a trovare la pietra e dimostrare che suo padre non era pazzo. Dopo svariate ricerche, s’imbatte in un ritrovamento importante, la chiave rosa. Una grande statua delle sembianze di un ariete con alcune incisioni riportanti il prossimo indizio relativo alla pietra Filosofale. Questo ritrovamento la porterà in Francia e insieme con una squadra si avventurerà nelle tortuose catacombe sotto Parigi alla ricerca della pietra.

Necropolis posa le sue basi su di una trama per nulla originale e dello svolgimento banale ancorato a meccaniche del genere, ormai scontate e prevedibili. Il film all’inizio riesce ad appassionare lo spettatore, aiutato dall’atmosfera della location e dai suoi claustrofobici corridoi delle lugubri catacombe parigine ma perde spessore e fascino quando si vedono le prime scelte banali nel proseguo e svolgimento della storia, al punto che si riesce pure a capire chi sarà il primo dei poveri sventurati a lasciarci le penne.  Lo stile di ripresa found footage, da una parte si rivela azzeccata perché capace di immergere lo spettatore rendendolo partecipe della palpabile angoscia degli stretti cunicoli ma dall’altra parte crea confusione e genera il solito effetto mal di mare. Purtroppo questo stile di ripresa è divenuto una vera è propria mania nelle produzioni horror odierne. Non aiuta molto la strana alchimia che lega tante storie sull’occulto in maniera insensata, a un certo punto viene il dubbio su cosa si stia realmente guardando e quale sia il suo senso. Qualche scossa di paura Necropolis la riesce a restituire grazie al buon uso dello humor nero presenta nella seconda parte del film. L’interpretazione degli attori è discreta e gli effetti  speciali e il make – up sono buoni e l’effettistica audio rafforza i pochi punti di forza dei fratelli Dowdle.

L’ultima fatica dei fratelli John Erick Dowdle e Drew Dowdle non riesce a lasciare il segno,  salvo qualche buona idea il film non colpisce e ne stupisce. Se alcune scelte registiche fossero state trattate con più cura e la rappresentazione meno confusionaria il risultato finale sarebbe stato superiore. Chi ama questo genere di produzioni troverà pane per i suoi denti. Chi invece è stanco dei soliti found footage può benissimo sorvolare e rivolgere la propria attenzione su pellicole di altro spessore.

Di Salvatore Farruggio

Cast
Ben Feldman, Edwin Hodge, Perdita Weeks, James Pasierbowicz

Recensione del film, Necropolis – La città dei morti
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Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

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