Recensione del film The Maze Runner

The Maze Runner


Wes Ball è un neo regista classe ottantacinque, giunto al suo secondo lungometraggio con The Maze Runner, adattamento cinematografico del libro distopico di James Dashner.


Thomas si sveglia dentro un ascensore, chiamato “la scatola”, senza ricordarsi di come si chiami e come sia finito lì dentro. Al termine della salita viene introdotto nella radura, dove vivono altri ragazzi che hanno subito il suo stesso destino. Una volta giunto e conosciuto gli altri membri della comunità, Thomas si dimostrerà più curioso e meno arrendevole alla situazione espostagli dal capo della comunità. La radura è circondata da altissime mura grigie che al loro interno racchiudono un labirinto, all’interno del quale dimorano delle letali creature chiamate dolenti. Solo i velocisti possono addentrarsi nel labirinto, perché conosco a memoria quest’ultimo. Il loro scopo è di cercare una via di fuga per tornare dalle rispettive famiglie.

The Maze Runner si è rivelato un film gradevole non innovato ma visto il target di riferimento può andare bene. Certo siamo lontani dal tipico dispotismo Orwelliano, qui si lascia spazio al filone dei film con tali ambientazioni rivolto a un pubblico più giovane, bisognoso di realtà alternative e di identificarsi nei nuovi eroi.

La trama del film non è originalissima ma riesce comunque a rimescolare discretamente bene meccaniche e situazioni già viste in produzioni precedenti, Il concetto poi di un labirinto che cambia secondo determinati schemi ci riporta alla mente il film Cube – il cubo, del regista Italo canadese Vincenzo Natali. Nella pellicola de- il cubo-, le stanze cambiavano e al loro interno vi erano delle trappole mortali. Nel labirinto di Maze Runner Invece non ci sono ingranaggi mortali, questi sono stati sostituiti dai dolenti, creature biomeccaniche nate per uccidere. Anche la messa in scena della comunità molto affiata e allo stesso tempo dominata da gerarchie ben delineate e con i suoi segreti non sono una novità. Riporta alla mente film come -The Village – di M. Night Shyamalan oppure dei più recenti Hunger Games. Nel film di Wes Ball tutti questi echi di pellicole passate in fondo sono mescolate in maniera uniforme è risultano piacevoli, la formula funziona bene e il reparto degli effetti speciali contribuisce a rendere ancora più scorrevole l’incedere del film, buone scene d’azione riescono a mantenere vivo l’interesse nello spettatore. Questo risultato è restituito dal cast, composto per lo più da giovani promesse del cinema Hollywoodiano salvo per la presenza di Patricia Davies Clarkson, qui in veste quasi di cameo, vista la piccola parte assegnatagli è presto terminata. Tutto sommato l’interpretazione è buona è vista la loro età e il target di riferimento il risultato è garantito.

In conclusione The Maze Runner è un film bello e piacevole che segue la corrente odierna delle produzioni fantascientifiche a carattere dispotico studiato per essere fruibile alle nuove generazioni. Potrebbe invece risultare poco profondo per chi è abituato a film dalle medesime tematiche ma più mature e articolate.

Di Salvatore Farruggio

Cast
Dylan O’Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Will Poulter, Patricia Clarkson. Aml Ameen, Ki Hong Lee, Blake Cooper, Dexter Darden, Chris Sheffield, Jacob Latimore

Recensione del film The Maze Runner
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Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

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