Recensione del film L’ultimo samurai

l ultimo Samurai

Conquistate 3 stelle e mezzo sul super cattivo MyMovies, L’ultimo samurai è un film del 2003 in lista tra i programmi tv di oggi diretto da Edward Zwick ed ambientato nell’antico Giappone. Se vi fidate di MyMovies (e ovviamente della mia rcensione), stasera approfittatene per guardare il film in tv.

Nella seconda metà dell’ottocento, il capitano americano Nathan Algren viene incaricato dal giovane imperatore giapponese Meiji di mettere su e preparare un esercito per eliminare dal territorio un gruppo di ribelli samurai restii all’avanzamento tecnologico della nazione. L’imperatore è infatti deciso a modernizzare il Giappone anche grazie all’utilizzo delle armi nella guerra, decisamente il contrario rispetto ai samurai dediti alla filosofia e ad una guerra ideologica. Quando Algren arriva in Giappone scopre di avere davanti a sè una nazione logorata da conflitti interni, ma poco gli importa. Dopo tutto per lui si tratta solo di un lavoro, una missione da portare e compimento e nulla di più. La guerra tra le due fazioni, esercito imperiale e ribelli samurai, ha così inizio nonostante il capitano americano abbia più volte sostenuto che il suo esercito non è ancora pronto. E infatti l’esercito viene decimato e sconfitto, Algren viene arrestato e deportato tra il popolo dei ribelli. Lì, nonostante sia un nemico, viene accolto con curiosità. Algren farà presto amicizia con Katsumoto, comandate dei samurai, e si innamorerà inevitabilmente di una donna del villaggio. A questo punto deciderà di schierarsi dalla loro parte e combattere così con loro contro l’esercito di Meiji.

Da qui è meglio non proseguire con il racconto della trama perchè in effetti l’intera morale del film ed il succo di tutte le conversazioni fatte durante la pellicola (seppure qualche volta risultino un po’ stucchevoli forse anche a causa della lunghezza di 2 ore e mezza di film) sono tutte raccolte proprio in questa seconda parte della pellicola e comunque, dopo tutto, gli spoiler non piacciono a nessuno.

Per concludere, posso affermare che il film risulta epico non solo per il messaggio che vuole infondere – lottare per gli ideali e mantenere il senso dell’onore in ogni caso – ma anche grazie al non-utilizzo di effetti speciali che conferisce al tutto una sorta di velo umano e reale.

Recensione del film L’ultimo samurai
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Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

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