Recensione del film Child 44

Child 44

Child 44 rappresenta il sesto film per il regista svedese Daniel Espinosa. Adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Tom Red Smith, sui noti omicidi del famoso Mostro di Rostov.

Mosca 1953 Leo Demidov è un membro della polizia segreta Russa MGB. Una notte viene richiamato in servizio presso il comando per un incarico assai delicato. Denunciare sua moglie per tradimento. Rifiutatosi perde ogni privilegio e viene esiliato con la moglie su di una colonia nei monti Urali. Qui investigherà insieme al Generale Mikhail Nesterov su alcuni strani omicidi di bambini. La storia si complica quando Demidov si rende conto che la prima vittima era il figlio di un suo collega e amico prima dell’esilio.
Premetto a chiunque legga che personalmente non ho avuto il piacere di leggere il romanzo quindi mi atterrò a ciò che ho visto. Mi viene comunque da pensare che da come è stato trattato il tema già assai delicato e controverso di suo, basato sui delitti del Mostro di Rostov e di come viene inscenato qui, mi pare di avere visto una accozzaglia di preconcetti confezionati a esibire la Russia e il suo sistema come una belva assetata di sangue e priva di raziocinio. Il cast fa la sua discreta figura e vede tra le altre cose alcune star di rilievo. La fotografia è buona come la colonna sonora, riescono insieme a ricreare un minimo dell’atmosfera necessaria nel suscitare interesse nel prodotto.
In conclusione Child 44 è un mediocre thriller con scelte nella narrazione assai discutibili, spesso completamente scollegate e prive reali fondamenta. Assai manipolati i fatti per altro antecedenti alle reali vicende. L’unica cosa che si riesce a creare è una lieve suspense e molta confusione senza arrivare realmente da nessuna parte. Lo stesso background del profilo del Cittadino X è completamente privo di verità. I personaggi principali interpretati da ottime star come Gary Oldman, Vincent Cassel e Tom Hardy tra le altre cose non salvano questo mix di preconcetti ammassati senza senso e firmati nella produzione Ridley Scott. Se il tema fosse stato trattato con più rispetto con meno forzature, visto anche il periodo storico dell’ambientazione dove si svolgono i fatti; il risultato finale sarebbe stato anche interessante.

Cast
Tom Hardy, Noomi Rapace, Gary Oldman, Joel Kinnaman, Paddy Considine, Jason Clarke, Vincent Cassel, Charles Dance, Sam Spruell, Tara Fitzgerald, Fares Fares, Nikolaj Lie Kaas, Josef Altin, Ned Dennehy, Mark Lewis Jones, Xavier Atkins, Finbar Lynch, Vlastina Svátková, Lottie Steer, Agnieszka Grochowska, Fedja štukan

Di Salvatore Farruggio

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Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

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