Assassin Creed recensione del film

Assassin Creed

Con il nuovo anno arriva il tanto atteso adattamento per il grande schermo di uno dei videogame più amati degli ultimi anni! Nel 2007 l’Ubisoft lanciò sul mercato video ludico un action-adventure chiamato Assassin Creed! I giocatori erano chiamati ad impersonare Desmond Miles, un barista che dopo essere stato rapito è selezionato per effettuare una sessione dell’animus; un marchingegno ideato da alcuni scienziati della  Abstergo  a Roma. Società controllata e finanziata dall’ordine dei Templari. Desmond si renderà conto di essere stato “ scelto”  per via di un suo antenato chiamato Altair. Vissuto in Terra Santa durante la Terza Crociata,  membro della setta degli assassini e custode di un piccolo oggetto di forma cilindrica chiamata “la Mela dell’eden. Bramata dagli oscuri finanziatori del progetto.
  
Assassin Creed è finalmente arrivato nelle sale cinematografiche dopo avere alzato l’hype attraverso una buona campagna di marketing rafforzata dal successo video ludico, ha mostrato le sue lame…
Il film si apre con una scena di un rituale segreto durante il giuramento del nuovo membro della Setta degli Assassini;  Aguilar de Nerha pronuncia il voto;
Quando gli altri seguono ciecamente la verità, ricorda: nulla è reale. Quando gli altri si piegano alla morale e alle leggi, ricorda: tutto è lecito. Agiamo nell’ombra per servire la luce. Siamo Assassini. Nulla è reale, tutto è lecito.  – Credo degli assassini –
Con un opener del genere mi sarei aspettato un gran bel film tratto da un videogame, invece dopo pochi minuti inizio ad essere assalito da alcuni dubbi riguardanti il principale protagonista e le sue vicende;  Desmond Miles e il suo antenato Altair dove sono? Perché ci troviamo nell’anno 1492, quando invece nel gioco siamo nel 1191 in piena terza crociata? Sono rimasto spiazzato e perplesso ma con l’incedere del film ho iniziato a capire cosa hanno fatto gli sceneggiatori.  Hanno commesso Il classico errore nonché difetto persistente di tutte le produzioni che vengono estrapolate dai videogiochi. Il background narrativo è sempre stravolto, troppo diverso e arrangiato con personaggi fittizi studiati per l’occasione. Anche qui in Assassin Creed la storia si ripete, creando confusione e abbassando notevolmente le attese quasi a deluderle, in aiuto però viene la GC ovvero la computer grafica, la stessa che si usa per le famose scene d’intermezzo che accompagnano il giocatore dall’inizio alla fine del gioco. Basta la sola computer grafica a salvare l’intera produzione? Ovviamente no! L’aspetto visivo della resa scenica è d’impatto all’inizio ma dopo un poco ci si rende conto l’alternanza della CG e live con attori in carne e ossa spezza troppo il ritmo dell’azione. Chi ha salvato in calcio d’angolo l’intero prodotto? Il cast ovviamente, la coppia Michael Fassbender – Marion Cotillard ,già testata in Macbeh diretto da  Justin Kurzel;  sembra funzionare bene, buon feeling e discreta interpretazione.  Sorge e brilla come un diamante la presenza di Jeremy Irons, grazie alla sua profonda interpretazione sorregge gran parte del film.  La scelta di buttare tutto subito in pasto allo spettatore secondo me è stata una mossa poco illuminante, troppa fretta nel snocciolare cosa l’ordine dei templari cercasse, e quali fossero i loro piani; quando queste informazioni ad esempio si possono solo trovare nel terzo capitolo della serie video ludica. Il ritmo creato dalla CG è buono ma è spezzato troppe volte dal live action minando pesantemente i ritmi del film.
Di carne sul fuoco da mettere sulla brace la serie assassin creed ne ha davvero tanta e le scelte per approcciare alla storia erano tantissime, quindi perché spiattellare tutto e subito? Magari a causa di tutto questo materiale i produttori e la stessa casa di distribuzione quale la 20 Century Fox ha fiutato il potenziale per futuri sequel e pre-sequel. Va considerata anche la velocità di realizzazione del prodotto. Il film ha avuto una gestazione di un solo anno, le riprese iniziarono a Malta, Londra e Spagna nel 2015 e si conclusero nel Gennaio del 2016. Possiamo benissimo aspettarci puntualmente ogni anno un nuovo capitolo.
In conclusione Assassin Creed non è un brutto adattamento e nemmeno da buttare ma neanche lo si può considerare un buon inizio per la serie a cui fa riferimento. Sicuramente all’interno del panorama cinematografico a cui fa riferimento si può aggiudicare sicuramente i primi posti insieme a Warcraft e Hitman; anche se questi ultimi non sono esenti da gravissimi difetti. Se ci si aspetta di trovarsi davanti al capolavoro tanto annunciato mi dispiace dirlo ma non è assolutamente né un capolavoro e nemmeno un cult. Rappresenta però un mediocre passo avanti nel mondo del cinema, sicuramente il più curato di tutti i Games movie che siano stati realizzati sino a oggi.

Di Salvatore Farruggio

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