Warcraft recensione film

Warcraft

Nel 1993 approdò sui PC di tutto il mondo,  il primo capitolo di quella che sarebbe divenuta una delle saghe fantasy più apprezzate dai videogiocatori di tutto il mondo.
Spenderò qualche parola in più, poiché il sottoscritto ha amato e giocato a tutta la saga. Quando per la prima volta mi ritrovai davanti alla confezione del gioco dentro un negozio di videogames, qualcosa mi disse che quello fosse il gioco giusto! Acquistai la copia ed entrai nell’universo di Warcraft.
Finalmente dopo molto tempo è arrivata la trasposizione sul grande schermo, in grande senza ombra di dubbio, ma non esente da difetti anche gravi. La storia di Warcraft è assai ampia e complessa, quindi di materiale su cui lavorare ce ne era tanto, sia il regista sia gli sceneggiatori hanno preferito  semplificare la storia, apportando modifiche sostanziali ad eventi e personaggi chiave appartenenti alla saga originale.
La storia presentata nel film è stata semplificata; Il mondo di Draenor dove risiedevano i dranei, resi schiavi e prigionieri dagli orchi, guidati dallo stregone Gul’dan. Questi apre un portale alimentato dalle anime dei prigionieri catturati. Il portale una volta apertosi permetterà ad una brigata di orchi di attraversarlo e giungere su di un mondo nuovo, chiamato Azerot. Un continente dove l’alleanza delle razze presenti regna da anni in pace. Lo stregone decide di prendere alcuni tra i migliori clan e capoclan e conquistare il neoregno all’apparenza inoffensivo, al fine di costruire un nuovo portale e alimentarlo con i prigionieri locali per poi portare il resto dell’Orda per sferrare il colpo finale. La resistenza sul continente dell’alleanza è guidata dagli Umani e dal suo valoroso Re Llane accompagnato dal coraggioso comandante Lothar con l’aiuto del Guardiano Medivh e il mago apprendista incantatore Khadgar, contrasteranno la malvagità dello stregone Gul’dan e del terribile Vil.
Con una trama simile si potrebbe pensare alla solita minestrina riscaldata; vi assicuro che le vicende di Warcraft sono molto più intricate e lunghe,  gli eventi che vengono illustaate nel film, sono un miscuglio di episodi presi dai vari capitoli della sega. Warcraft: Orcs&Humas, Warcraft 2: Tides of darkness,  Warcraft III e World of Warcraft. Un bel frullato capace di dissetare i fan e chi invece si affaccia per la prima volta a questo contorto universo.  Chi come me è un po’ più esigente, qualche conto non gli è tornato. Infatti, alcune scelte del regista e degli sceneggiatori le ho trovate forzate e poco attinenti.
Nella saga di Warcraft ad esempio; Garona il mezz’orco era sotto il controllo mentale dello stregone Gu’ldan.  Di conseguenza nessuna storia d’amore tra Lothar e Garona è mai esistita. Una scelta così inutile e fuori luogo si poteva risparmiare. Oppure analizziamo ad esempio la figura del guardiano Medivh, nella storia originale fu lo stesso guardiano a mettersi in contatto con lo stregone degli orchi per aprire il portale, non come raccontato nel film. Oppure lo stesso portale non richiedeva anime per aprirsi. Durotan e sua moglie Draka mentre erano ospitati dall’unico amico che era rimasto ai lupi bianchi; Orgrim Martelfato divenuto il nuovo Capo Guerra dell’orda dopo avere ucciso Manonera. Furono in realtà assassinati, traditi dagli orchi corrotti del potere di Guldan, guidato dal Concilio dell’ombra, di cui non si sente nemmeno un accenno.
Tutti questi interventi sulla trama mi hanno deluso un poco, vista la durata di quasi due ore e mezzo, direi che di spazio per introdurre alcuni concetti chiave e presentare meglio i personaggi e le fazioni in “gioco”, gli sceneggiatori e il buon regista Duncan Jones ne avessero abbastanza. Non dico che sia un brutto prodotto, anzi mi è piaciuto, anche se questi cambi nell’arco temporale mi hanno spezzato l’euforia. Naturalmente questi cambi nel background sono dettati dalla legge dei sequel e pre-sequel, alle quali oramai siamo abituati purtroppo. Nonostante queste pecche, ho apprezzato moltissimo alcune chicche disseminate qua e là; l’opener del film, dove il povero soldato umano chiama battaglia contro l’orco. Fronteggiandosi con l’unico esito certo. Oppure l’incantesimo che trasforma la guardia in pecora e dura solo un minuto mi ha davvero fatto ridere di gusto. Warcraft ha però altri punti di forza; la realizzazione tecnica ad esempio è all’altezza della situazione, dove  la Computer Graphic è realizzata impeccabilmente, rappresenta il cardine dell’intera produzione. Non avendo più vincoli legati ai limiti umani degli attori e la necessità di creare set apposta, il risultato finale sarà una resa grafica molto curata e fedelissima nella trasposizione dei personaggi presenti nel gioco originale a quelli visti al cinema.. Medivh, Lothar, Garona, Ogrim Martelfato e Khadgar.In particolar modo la resa di Gul’dan e Durotan sono le migliori. Il cast è stato all’altezza restituendo interpretazioni strepitose,l’unico personaggio e attore che non mi ha convinto moltissimo; è stato  il povero Re Lhaine, interpretato da  Dominic Edward Cooper.  Per quanto riguarda il ritmo dell’azione negli scontri, nulla da ridire. Tutto scorre bene e l’adrenalina mi ha riportato alla mente gli stessi scontri che vedevo quando giocavo a Warcraft sul mio PC, tanti brutali orchi e altrettanti umani agguerriti darsi battaglia in una bolgia violenta senza esclusione di colpi. Anche se le scelte del regista Duncan Jones non le condivido, ammetto che tutto sommato ha diretto un buon film, la fotografia è bellissima, ci mostra il bellissimo continente di Azerot ci accompagna con primissimi piani e primi piani ben realizzati ottimamente illuminati dove la composizione è  funzionale, capace di accompagnarci nell’oscuro mondo di Warcraft. La colonna sonora è perfetta per la situazione ma sopra ogni cosa è veramente evocativa specialmente se precede uno scontro.
In conclusione devo ammettere che tirando i conti e sorvolando i cambi nel background narrativo, Warcraft mi è piaciuto. Non è un capolavoro, però visto i trascorsi del film; la sua stesura e i vari cambi di regia e i continui rinvii, nel complesso dimostra di essere uno dei migliori capostipiti del genere di riferimento.

Di Salvatore Farruggio

Warcraft recensione film
Vota questo articolo

Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

Rispondi