Recensione Ghostbusters Remake 2016

Ghostbusters Remake 2016

Ghostbusters rappresenta un punto di riferimento per quanto riguarda il cinema fantasy, in particolar modo per i più grandi. Correva l’anno 1984, Dan Aykroyd e Harold Ramis, lavoravano insieme a Ivan reitman alla scritturazione di quello che sarebbe divenuto il nuovo capostipite del genere. Un perfetto mix di fantasy, humour e carisma e simpatia da vendere. Al momento dell’uscita nei cinema, il film diretto da Reitman al box office si dimostrò essere un successo planetario. Tanto è vero che a soli cinque anni di distanza lo stesso regista tornò a dirigere il sequel.
A trentadue anni dall’uscita del capolavoro di Reitman, cosa mi ritrovo davanti mentre navigavo nel web? Il Trailer di Ghostbusters 2016. A primo impatto fui tratto in inganno, credendo che si potesse trattare del terzo capitolo della saga, finalmente arrivato dopo tante peripezie e varie voci di corridoio. Causati anche dalla dipartita di Harold Ramis (Egon) nel 2014; saltai sugli attenti e gasato come un bambino che vede in vetrina un nuovo giocattolo cliccai su play… Delusione, rabbia e disgusto mi attraversano la mente ancora sbigottita. I mitici Egon, Peter, Ray e Winston dove sono finiti? Chi erano queste quattro donne?
Dopo avere rivisto due volte il trailer per sincerarmi, capii che si trattasse invece di uno spin off o un reboot.
Abby Yates ed Erin Gilbert sono studiose di fisica teorica e co-autrici di un libro sul paranormale, asserendo che tutti questi fenomeni fossero veri e in particolar modo, il tema dei fantasmi. Erin pur di entrare a fare parte della Columbia University ed essere accettata dai suoi colleghi, decide di abbandonare Abby per dedicarsi alla sua carriera. Nello stesso tempo Abby prosegue i suoi studi insieme all’eccentrica ma brillante ingegner Jillian Holtzmann; presso il modesto Higgins Institute of Science. Erin scopre che la sua migliore amica ha ripubblicato il loro lavoro sul paranormale, rendendolo disponibile online. Quando si reca dalla sua amica per convincerla a rimuovere il libro; si ritroverà coinvolta nella prima indagine sul paranormale delle tre scienziate. Alle tre in seguito ad un incontro con un fantasma sul posto di lavoro, si unirà Patty Talon quarto ed ultimo membro del team degli acchiappafantasmi.  Il quartetto si ritroverà ad affrontare non solo i fantasmi evocati da uno scienziato pazzo, per dare il via alla sua personale apocalisse. Anche il sindaco di New York è intendo a dimostrare che la loro attività è solo una burla per estorcere soldi ai creduloni.  Le nostre eroine nonostante tutto; lotteranno fino alla fine per liberare New York dalla minaccia dei fantasmi.
Purtroppo sembra proprio che anche al leggendario capolavoro di Ivan Reitman, sia finito nel tritacarne degli spin-off e reboot che da alcuni anni hanno invaso il mercato del cinema. Ghostbusters 2016 non è uno spin-off vero è proprio, bensì un vile reboot della saga ambientato ai giorni nostri. E’ innegabile la presenza di somiglianze e riferimenti al Ghostbusters originale. Se la trama vi sembra nuova di zecca, vi posso assicurare che non è così! Quando la confrontate con quella del 1984, vi risulterà subito familiare. Anche se alcuni eventi sono disposti al contrario e ampliati, questi cambiamenti si sono apportati per adattare tutto il contesto ai giorni nostri. E’ certo che non ci ritroveremo più i mitici Egon, Peter, Ray e Winston bensì la loro controparte femminile. Queste scelte sono Ideali per la trama e lo svolgimento ma non sono funzionali al prodotto finale. Questo è dovuto dal nome con cui si presenta.  Non vi è nemmeno un sottotitolo che possa giustificare o richiamare a uno spin-off. Il film si presenta con il nome di Ghostbusters 2016, è inevitabile quindi il paragone con il titolo che tutti conosciamo. Chi ha amato e continua a farlo i due vecchi film, storcerà il naso e chiuderà gli occhi, domandandosi cosa stia guardando. Se invece non si conosce il lungometraggio originale, magari troveranno questi espedienti  piacevoli. Se analizzassi tutti gli aspetti in dettaglio, non finirei più, quindi mi limito a farvi notare solo alcune delle somiglianze troppo evidenti;  la professione, il quartetto di cui tre bianche e una di colore, le loro storie richiamo non poco gli originali.
Io credo e ne sono fermamente convinto che di modi per presentare e reinventare la trama di un film ce ne possono essere tanti. Se ad esempio questa nuova incarnazione degli acchiappafantasmi mi si fosse presentata come un film con un sottotitolo magari avendo come riferimenti ad esempio,  parentela anche alla lontana, oppure come delle fan della vecchia guardia che prese dall’entusiasmo, decidessero di provare la carriera dell’acchiappafantasmi. Con qualcosa del genere avrei potuto anche accettarlo; ma così com’è nonmi è proprio piaciuto. Anche se il cast è all’altezza della situazione e l’interpretazione è convincente, mancano però di quel carisma e di quella tenacia e humour tipico dei beniamini originali. La comicità non è la stessa, qui addirittura a un certo punto tutto il contesto diventa infantile e forzato ai limiti del banale. Per non parlare poi del segretario reso troppo idiota al punto da risultare pure fastidioso, nulla a che vedere con Janine e la sua personalità. Inoltre il cattivo di turno più che malvagio e folle mi è parso ridicolo. Naturalmente non manca qualche battuta azzeccata e tantissimi omaggi e camei con i vecchi attori della saga originale. Gli effetti speciali non mi hanno convinto molto, preferisco la vecchia versione con tanto di animatronic.
Per concludere il discorso Ghostbusters 2016, personalmente avrei preferito non averlo mai visto, anche se il regista Paul feg non è un novellino in questo genere di produzione,  ma provare a dirigere un reboot su di un classico del cinema, secondo me è un vero azzardo.  L’esigenza di questo reboot, sinceramente non vedevo. I capolavori come Ghostbusters non devono essere toccati, perché opere immortali e inimitabili. Infatti non a caso nel 2015 il lungometraggio è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Se volete godervi i veri acchiappafantasmi ripiegate sugli originali e diffidate sempre di reboot o spin-off vari, perché questi si riveleranno spesso è come in questo caso un prodotto da dimenticare.

Di Salvatore Farruggio

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