La battaglia di Hacksaw Ridge Recensione

La battaglia di Hacksaw Ridge

La battaglia di Hacksaw Ridge diretto da Mel Gibson ci riporta al 1945, raccontandoci la storia vera del primo obiettore di coscienza che l’esercito Americano ricordi. Desmond Doss e la sua tenacia convinzione che in guerra gli eroi possano comunque nascere senza la necessità di sparare un colpo. Dieci anni dopo avere diretto Apocalypto, torna dietro la cinepresa e dirige il suo quinto lungometraggio;  un war movie forte, carico di enfasi  e allo stesso tempo crudo, brutale e spietato.
Gibson ci riporta nel 1945 illustrandoci la storia vera del Soldato Desmond Doss, primo a ricevere la medaglia d’onore per aver salvato 75 soldati durante la battaglia di Okinawa, senza mai utilizzare una qualsiasi arma.
La trama come ben si può intuire si basa sulla ricostruzione della vera storia di un giovane ragazzo di nome Desmond Doss, arruolatosi all’età di 23 anni è convinto di potere fare la differenza sul campo di battaglia. Al contrario dei suoi coetanei, esaltati e vogliosi di vendicarsi per l’attacco subito a Pearl Harbour quattro anni prima, il giovane non fremeva per uccidere nessuno ma bensì era fermamente convinto che in guerra non è sempre necessario utilizzare le armi per servire il proprio paese.
  
La battaglia di Hacksaw Ridge è un War Movie in piena regola, non gli manca proprio nulla, la storia è ben ricostruita la sua messa in scena molto curata e l’azione non manca di certo. Non ho potuto fare a meno di notare e apprezzare le citazioni più ovvie nella pellicola; Mel Gibson richiama alla mente Salvate il Soldato Ryan nell’opener del suo film e a seguire tocca a Full Metal Jacket. Assolutamente doveroso poiché i due film menzionati appartengono a due grandi Maestri del Cinema, che in passato ci hanno mostrato la loro visione sulla guerra con i suoi eroi e la sua retorica e le sue folli e spietate leggi.
Non posso dire che si tratti di un capolavoro e nemmeno che sia molto originale salvo che per la singolare vicenda di Desmond Doss e la sua incrollabile fede in Dio e nelle sue convinzioni. Per quanto riguarda invece il film se preso senza la singolare storia narrata, ci ritroveremmo di fronte al solito war movie con la  classica retorica tipica del cinema Americano di guerra. La fortuna di Hacksaw Ridge si trova sia nella singolare vicenda sia nella sua messa in scena, capace di coinvolgere lo spettatore, buttarlo nella bolgia infernale della guerra e della sua spietatezza. Il marchio di fabbrica tipico delle produzioni firmate Gibson si vede immediatamente. La violenza e la sua agghiacciante messa in scena ne fanno da padroni. Arti che saltano, e gambe che esplodono, ferite e mutilazioni di ogni sorta dominano nelle scene action. In fondo quale miglior teatro se non quello bellico si presta alla perfezione mostrandoci la vera “passione” di Gibson.
La prestazione del cast è ottima molto convincente, mi hanno sorpreso in particolar modo alcuni attori e la loro interpretazione. Ad esempio Vince Vaughn, nei panni del Sergente Howell, o Andrew Garfield molto bravo in questo ruolo, accostandogli pure la somiglianza con il personaggio interpretato. Altra nota di merito va a Sam Worthington sempre molto idoneo alla parte. Mi ha lasciato un poco perplesso l’interpretazione di Hugo Weaving, non dico sia stato meno bravo degli altri. Anche se molto espressivo e interpreta bene la parte del soldato e padre che non è mai tornato dalla guerra realmente, mi è sembrato poco attinente come scelta.
   
Sul fronte degli effetti speciali e della fotografia tutto scorre bene salvo qualche forzatura in qualche inquadratura e alcuni fondali non del tutto splendidi a mio avviso anche la colonna sonora che accompagna il tutto, è ben realizzata funziona e coinvolge creando la giusta atmosfera per la narrazione.
Prima di chiudere mi sembra doveroso fare una piccola riflessione, nonostante tutto il film sia orchestrato bene e la sceneggiatura regge grazie alle vicende del protagonista e alla brutale resa visiva. Si deve però non cadere nell’errore di credere che il film contenga un messaggio pacifista. Direi che si tratti più di scelte individuali e della sua ferma convinzione di potere servire il suo paese anche in un contesto devastante quale la guerra, senza nemmeno imbracciare nessuna arma. E’ naturale pensare che le guerre non si vincano con le belle parole e i fiorellini profumati. Gli unici odori che si sentono in guerra sono di morte e sofferenza e di pseudo messaggi di pace nel film non ne vedono l’ombra nemmeno i morti dilaniati sul campo. Devo contestare inoltre l’eccessiva mistificazione del personaggio e del suo rapporto con Dio, dovuta anche ai cliché presenti nel lungometraggio tipici di questo genere di produzioni made in U.S.A.
  
Mi ha dato l’impressione di osservare una versione maschile di “Giovanna D’arco” in chiave Americana, solo che invece di essere bruciato è stato premiato rimanendo comunque gravemente ferito esce da eroe o meglio, come un  Santo dal campo di battaglia. Ovviamente mi sarei stranito del contrario, vista la forte fede che il regista possiede; ampiamente mostrata quando nel 2004 diresse la Passione di Cristo.
In conclusione reputo La battaglia di Hacksaw Ridge un gran bel film di guerra. Nonostante non proponga nulla di realmente nuovo e presenti qualche forzatura, mostra comunque i suoi punti di forza nella rappresentazione scenica di quella che fu una delle battaglie più sanguinose che avvenne nella Seconda Guerra Mondiale e allo stesso tempo coinvolge lo spettatore, gettandolo nell’inferno omicida della guerra affiancandolo all’eroe disarmato, pronto a gettarsi nella baraonda pur di salvare la vita ai suoi compagni, dimostrando la forza dei propri ideali e che questi possano fare davvero  la differenza. Un punto di vista diverso e curioso dal solito eroe di guerra a cui siamo abituati. Il tutto accompagnato da un comparto scenico e tecnico di rilievo non indifferente. 

Di Salvatore Farruggio

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Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

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