Kong: the Skull Island Recensione

Kong: the Skull Island

Prima di iniziare a parlare del film voglio fare una premessa:
Kong: the Skull Island è il reboot della saga legata a uno dei massimo esponenti della storia del cinema, King Kong. Approdò  per la prima volta nelle sale cinematografiche nel 1933, dando il via a molte altre di pellicole con spin-off molto variegati non tutti meritevoli di lode. A distanza di settantadue anni e precisamente nel 2005, Peter Jackson decise di girare un remake che ridiede splendore alla creatura vista nella pellicola del 33.

A distanza di dodici anni la storia tende a ripetersi aggiungendo però, di una piccola postilla iniziata nel 2014. quando si decise di progettare un crossover cinematografico chiamato MonsterVerse . Infatti nei cinema dello stesso anno approdò il remake della storia originale di Godzilla, famosissimo kaijū  nipponico che non ha certo bisogno di presentazioni. Lo scopo finale è di creare una serie di film dove i due mostri più conosciuti del mondo, King Kong e Godzilla si scontrino per decidere chi sarà il Re indiscusso dei mostri. Attenzione però che non si pensi alla novità perché tutti questi progetti possiedono un comune denominatore; sono remake di vecchie pellicole.

Kong: the Skull Island è il riavvio legato alle vicende di King Kong e la sua scoperta. La trama del film non si discosta dai classici B-movie ai quali prende ispirazione, ne conserva per l’appunto tutti i cliché del genere. Siamo nel 1973, la guerra in Vietnam è alla fine e la rivoluzione tecnologia è più potente di prima grazie ai satelliti, computer e telecamere, si ha la necessità di sondare il pianeta terra a caccia di luoghi inesplorati e misteriosi. Un’organizzazione chiamata M.O.N.A.R.C.H. al servizio del governo Americano, scopre l’isola del teschio, sfuggita al vigile occhio dell’America e adesso disponibile alla conquista.  Assoldato un ex SAS e scortati dai draghi rossi, un plotone di militari appena rientrati dal Vietnam guidati dal Colonnello Packard, da un team del MONARCH e da una fotoreporter pacifista, I poveretti non hanno idea di genere di guai si stiano per cacciare, visto che L’isola del teschio è la dimora di King Kong e di altre mostruose creature. Si può già capire cosa succederà appena arriveranno a destinazione.
Personalmente considero questo nuovo remake della saga legata ai Monster Movie abbastanza pericolosa come mossa, non vedo la necessità di riproporre lo scontro tra i due Big del cinema ai giorni nostri. Magari si potrebbe interpretare questo progetto come una ghiotta occasione per tutti i fan incalliti dei due mostri. Vista la moderna tecnologia della grafica computerizzata si può riportare allo splendore quei vecchi film che soffrivano dei limitati mezzi dell’epoca.
Kong the Skull Island è un film d’avventura fantasy abbastanza curato nell’aspetto visivo con buoni effetti speciali ma presenta lacune grosse nella trama e nella sua messa in scena. I riferimenti legati al background del nostro amato gorilla fuori misura è discretamente snocciolato ma varia moltissimo rispetto all’originale. Infatti, sull’isola del teschio era presente il famoso antagonista di Kong , una sorta di T-Rex più grande, mentre qui vediamo una specie di kaijū rettili forme che non tiene il confronto con il suo predecessore. Questa scelta mi ha provocato una grande delusione. La controparte umana invece è la classica del genere, militari Americani molto pieni di sé e guidati da un folle che vive per la guerra e non accetta la fine della guerra in Vietnam. Anche l’opener del film è dei più classici, due piloti uno americano e l’altro un giapponese, il periodo è quello della seconda guerra mondiale e i due contendenti si sono abbattuti a vicenda e precipitati a casa del primate fuori misura che non gradendo la lotta tra i due interrompe il combattimento. Sicuramente un opener d’impatto con il chiaro messaggio di quello che lo spettatore si dovrà aspettare.  In realtà nulla di nuovo sotto il sole, tutto già visto più volte, anche perché di reincarnazioni e spin off vari, questa saga ne ha avuti ben undici. Per quello che riguarda il cast, si è presentato variegato è pieno di volti noti di un certo spessore. Il cast tutto sommato è funzionale e si comporta abbastanza bene. Spiccano Samuel L. Jackson con John Goodman e Brie Larson e Tom Hiddleston. Questi riescono a restituire personaggi in parte convincenti ma nulla di strepitoso, hanno dato il meglio di sé in altri lungometraggi, qui si aggiudicano una sufficienza piena. Come detto in apertura il comparto visivo è ottimo restituendo splendore al caro primate e alle creature dell’isola. Accompagnano le scene d’azione una  colonna sonora abbastanza classica con le hit legate all’epoca in cui si svolgono i fatti. Nonostante l’impatto visivo sia molto buono questo reboot legato al progetto MonsterVerse non mi ha convinto moltissimo. La trama è classicissima vale solo come pretesto per avviare le danze e dare sfogo agli effetti speciali che non hanno la forza di sorreggere tutto il film. Sono presenti  citazioni di altri film, come Jurassick park ma in particolar modo mi hanno colpito alcune scene che mi hanno ricordato Apocalypse Now, quel capolavoro di Francis Ford Coppola, qui palesemente citato e usato, però con l’aggiunta di un gorilla alto circa 30 metri. Sinceramente questo pseudo omaggio mi ha infastidito, si poteva cercare di inscenare meglio la situazione dei marines anche se il contesto storico dove è ambiento potrebbe giustificare questa scelta. A mio avviso però la trovo una scelta troppo banale.
Per terminare il discorso Kong The Skull Island devo dire che è discreto come film per un non fan sfegatato del genere Monster movie, magari si preferisce ripiegare su film più costruiti e originali per certi versi, come Pacific Rim per citarne uno. Mentre per chi appassionato delle due saghe e ha sempre desiderato rivedere i due colossi scontrarsi, grazie alla G.C.  troverà questo nuovo capitolo molto soddisfacente e interessante, in grado di colmare la sete in attesa di Godzilla: King of Monsters (2019) e Godzilla vs. Kong (2020).

Di Salvatore Farruggio

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