Valerian e la città dei mille pianeti la Recensione

Valerian e la città dei mille pianeti
Valerian e la città dei mille pianeti

Sospettavo un ritorno di Luc Besson sul grande schermo ma non mi aspettavo un film di fantascienza! Non vedevo una produzione simile dai tempi de -Il Quinto Elemento – del 1997 sempre di Besson. Valerian e la città dei mille pianeti è la sua ultima fatica e trattasi di un adattamento di una serie a fumetti apparsa nel 1967 e conclusasi nel 2010.

Voglio premettere che non ho mai seguito la serie a fumetti quindi mi baserò su quello che ho visto.

Valerian e la città dei mille pianeti appartiene al sottogenere space opera, ovvero un film di fantascienza condito da romanticismo e battaglie e melodrammi, solitamente ambientato nello spazio esterno.

Bisogna considerare che di per sé sia una bella impresa riadattare una serie a fumetti di ben ventuno volumi in un unico film di due ore e mezzo, senza pretendere delle sbavature nella sua realizzazione. Il budget a disposizione è davvero stellare e se anche la trama non è del tutto originale, la sua messa in scena invece coinvolge e ci fa dimenticare in fondo di tutto il resto. Il filone narrativo si snoda attraverso le vicende di due agenti speciali; Valerian e Laureline in missione per conto del governo dei territori umani. Mentre si trovano su Alpha, la maestosa città con i suoi diciassette milioni di abitanti provenienti dai quattro angoli della galassia e varie etnie che appianate le divergenze e unito le forze lavorano in perfetta armonia per espandere la città. Non tutti però vogliono la pace, spetterà ai nostri due eroi, riportare la pace e l’ordine ma allo stesso tempo riuscire a riconquistare la fiducia nel loro rapporto. Vista la natura del genere proposto, va fatta una piccola precisazione. Il nostro regista Francese non è per nulla nuovo a questo genere e come scritto in apertura, un film simile è proprio Il Quinto Elemento, con Bruce Willis e Milla Jovovick e Gary Oldman. Un apoteosi di effetti speciali ben curati con spunti visivi molto aggressivi con uno stile tutto suo accompagnato da un gran bel cast. Anche qui la storia si ripete ed essendo costato la bellezza di 194milioni di Euro era lecito ritrovarsi davanti una produzione dotata di effetti speciali di primo livello, accompagnati da trovate molto azzeccate con uno stile grafico molto personale, di sicura presa sul pubblico. Infatti non posso dire che si tratti di un filmetto anzi ad essere onesto a me è piaciuto e non mi ha annoiato. Ho apprettato l’ottima fotografia con i vari tagli nelle scene, dai primi piani alle carrellate e il comparto audio creato ad HOC per il genere proposto rendono questa nuova produzione che porta la firma di Besson, un film molto bello dai toni romantici e leggeri con un messaggio positivo e fuori dai soliti cori stellari. Qualche pecca questo Valerian la possiede, in modo particolare all’interpretazione di Clive Own non mi ha entusiasmato più di tanto. Mentre per Dane Dehaan e Cara Delevingne ottime performance, molto divertente risulta anche Rihanna, con il suo personaggio nella sua breve durata. Inoltre credo che un po’ di azione in più non avrebbe guastato, giusto per mantenere alto l’interesse di chi magari non è abituato a produzioni similari.
Nonostante qualche pecca e la quasi assenza di scene action e il ritmo troppo frettoloso del film, Valerian e la città dei mille pianeti si è garantito un posto nel mondo del cinema, grazie al suo stile ricercato e al comparto audio/visivo di ottimo livello, potendo contare poi su di un buon cast. Tutto sotto la supervisione del maestro Luc Besson ci confeziona un film di fantascienza più leggero rispetto a quelli più blasonati di mamma America e con spunti di riflessione interessanti e contemporanei.

Di Salvatore Farruggio

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Operatore cinematografico, io e il mio amico Totò Farruggio partecipiamo entrambi alla gestione di questo blog, amanti del Cinema, speriamo di condividere con voi i nostri pensieri ed emozioni

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